Chiara Fantaccione

The world I know

The world I know

2023, video in CGI, 9’58’’

 

 

Il video, realizzato in CGI, si presenta come un report auto generato dopo la scomparsa umana, un’osservazione scientifica senza alcuno scopo ne possibilità di fruizione. Voce narrante è un drone, condannato a una produzione sempre più autoreferenziale, che come mezzo super-partes e “super-hominis” plana su un ambiente naturale che lo spinge ad interrogarsi sulla natura delle cose. L’opera trae ispirazione dalle teorie di Shopenahuer riguardanti “Il mondo come volontà e rappresentazione”, mettendo in contrasto la macchina e l’uomo, l’algoritmo e l’esperienza, nonché l’osservazione e la percezione della realtà. Da ciò emerge una natura umanizzata della macchina, che, proprio attraverso una presa di coscienza della sua differenza dall’umano, acquisisce le caratteristiche di quest’ultimo.

L’opera ruota intorno al concetto di post-fotografia, esplorando l’aspetto meccanico e automatico della produzione di immagini, l’assenza umana dal processo e il registro della documentazione continua, superando il tradizionale funzionamento della pratica fotografica anche attraverso lo sconfinamento nel virtuale.