“Spazio Verde” indica contemporaneamente un ambiente e una geometria, habitat naturale, urbano e virtuale; “spazio” è un termine astratto, applicabile ad una dimensione fisica o temporale, come anche ad un luogo dequalificato o poco qualificabile. “Spazio Verde” utilizza l’elemento reale del prato per rimandare a una dimensione immaginaria del paesaggio, il cui identificativo colore verde rende possibile il ritorno alla concretezza dell’opera. L’idea del paesaggio si compone in schemi di percezione visiva, secondo la nostra abitudine di osservare a “porzioni”, di non vedere realmente qualcosa finché non se ne vede la sua immagine. Il quadrato di luce verde è la sovrapposizione dell’immagine alla realtà, ne è la sua sostituzione. Spazio statico e spazio temporale, immortalità dell’immagine e mortalità del prato. In “Spazio Verde”, la luce che normalmente fa vivere il prato, diventa l’immagine che perdura dopo la sua morte.