Chiara Fantaccione

Immagini digitali

La serie “Immagini digitali” si sviluppa intorno al meccanismo di trasposizione in codici descrittivi dell’immagine stessa. La fotografia digitale come noi la conosciamo, infatti, altro non è che una rappresentazione numerica di un’immagine bidimensionale, costruita da una mappa di pixel, in cui a ogni punto è associato un colore o una sfumatura di grigio.

Ogni opera della serie è esattamente l’immagine che dice di essere, o più precisamente la sua descrizione oggettiva attraverso la catalogazione dei pixel che la compongono, ordinati per numero e colore.

Eliminare l’elemento visivo significa riportare l’immagine alla sua reale essenza, privandola però della sua sostanza fondamentale, ovvero la funzione comunicativa.

Come la fotografia ha messo in discussione il primato della pittura, così l’immagine digitale e la sua enorme diffusione hanno messo in discussione il concetto dell’immagine stessa.

La foto ricordo, il paesaggio, il ritratto, esistono come concetti nella percezione collettiva. Esiste l’idea della foto, più che la foto stessa.

Con un processo di sintesi, si può arrivare alla radice stessa dell’immagine: la foto può essere tramutata in testo, permettendo di creare un loop tra linguaggi visivo-testuale-visivo che non consentirà mai più, però, il ritorno all’immagine originale. Tutto quello che ne rimane è il titolo e la sua descrizione numerica.